Lettera aperta a Matteo Renzi

Gentile Presidente Renzi,

sono un imprenditore turistico, non calabrese, che opera a Sibari, Capitale del Turismo, da oltre 30 anni, ciò credo, nel bene e nel male, faccia di me un calabrese per scelta.

Il nostro territorio, costa Jonica della Provincia di Cosenza, nonostante un bel mare ma soprattutto un territorio con bellezze ambientali e culturali straordinarie ed un clima unico, soffre, da sempre, di una totale crisi di abbandono per quanto riguarda le infrastrutture.

Avendo i governi precedenti soppresso sistematicamente, negli ultimi 10 anni, oltre 25 treni, tra i quali tutti quelli a lunga percorrenza, in mancanza di un aeroporto che serva la Provincia di Cosenza, terza provincia d’Italia per estensione, l’unica infrastruttura, se così si vuol chiamare, esistente è la Salerno-Reggio Calabria, orrenda fabbrica di San Pietro non terminata e non terminabile sulla quale ogni commento trascenderebbe nello scurrile.

Per puro caso ieri sono stato ad una riunione sul tema “ Infrastrutture e Mobilità, per una Calabria al passo con i tempi” tra cui, oltre al Presidente della Provincia di Cosenza, Oliverio, eccellente persona, erano presenti rappresentanti dell’Anas, delle Ferrovie Calabresi, della politica e dell’imprenditoria locale, ospite d’onore il Suo Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti On. Del Basso De Caro, ragazzo meridionale, posato ma chiaro.

Ora anche i sassi sanno che se si vuole far emergere un territorio dal punto di vista turistico e perché no agricolo, e comunque per metterlo al passo con i tempi, l’unico sistema è dotarlo di infrastrutture aeroportuali, che possano attrarre il turismo del Centro e Nord Europa nei periodi di primavera ed autunno dove lì si muore di freddo mentre da noi il clima è fantastico.

Per qualche ragione perversa la realizzazione dell’aeroporto della Provincia di Cosenza, ancorché da sempre previsto, non è mai stato realizzato, io sono stato presente alla posa della prima pietra 10 anni fa, che tale è rimasta, prima ed unica, mentre ho appreso ieri, con sgomento, di estensive opere stradali, a cura dell’Anas, per vari miliardi di Euro, per la realizzazione di “strade parco”, bretelle varie, raddoppi , etc. sicuramente utilissime e bellissime, ma certamente non strategiche e non utili per portare turisti stranieri al meridione ed allungare una stagione turistica ora inchiodata ad appena 10 settimane l’anno.

Tra le varie opere, di cui ho appreso ieri, brilla per voluttuarietà  un simpatico raddoppio di una  bretella esistente di 14 Km, Firmo-Sibari, che ci costerà 145 milioni, oltre 10 milioni a Km, di modestissima utilità.

La situazione è agghiacciante, mi domando come mai ci vengono caparbiamente lesinati 30 milioni per realizzare l’aeroporto della terza Provicia più grande d’Italia, forte di oltre 20.000 posti letto in strutture ricettive, nonché un territorio agricolo estremamente fertile, dando a questa porzione del meridione la sua tanto attesa internazionalizzazione, in favore di costosissimi, sterili e sicuramente dubbi lavori stradali?     

Grazie per l’ attenzione che vorrà dedicarmi.

Luigi Sauve

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